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Cervicalgia: soffrire di “male al collo”

Cervicalgia: Cosa significa soffrire di “male al collo”?

Quante volte nell’arco della nostra vita abbiamo avvertito un fastidio, rigidità o una sensazione di pesantezza o male al collo?

Immagino almeno una, anche se potrei scommettere che qualcuno ne soffra in maniera più costante, percependo,  non solo un indolenzimento localizzato, ma un vero e proprio dolore diffuso o verso il basso, raggiungendo spalle e braccia o verso l’alto in prossimità della nuca.

Ciò è assolutamente normale, in quanto, statisticamente, il dolore in questa regione anatomica (chiamato “cervicalgia”) è particolarmente diffuso e si verifica circa nel 30-50% della popolazione, anche se, non sempre, è tale da limitare le attività della vita quotidiana, infatti solo il 10-20% della popolazione riferisce disabilità in questo senso [1].

 

Il male al collo è lo stesso per tutti?

 NO! Sono talmente tante le possibili strutture (muscoli, legamenti, articolazioni, dischi intervertebrali, vasi sanguigni…) che potrebbero “irritarsi”, che nella maggior parte dei casi non è corretto e neanche opportuno incaponirsi e cercare di dare una spiegazione a tutti i costi del perché si manifesta; molto probabilmente si rischierebbe di fare un buco nell’acqua!

Per questo motivo, oggi in letteratura si propone una distinzione, semplice all’apparenza, ma tutt’altro nella pratica, cioè 2 categorie che si differenziano per la possibilità o meno di poter individuare con SICUREZZA la causa SPECIFICA del dolore al collo [2] [3];

  • CERVICALGIA SPECIFICA:  il nome stesso ci aiuta a comprendere che in questo gruppo, per fortuna piccolo e poco frequente, si inseriscono tutti quei disordini per i quali è possibile individuarne la causa, appunto, specifica, per il dolore al collo di quel paziente.  Ne sono un esempio alcune problematiche alle quali bisogna prestare particolare attenzione e vengono definite RED FLAGS (o bandiere rosse), per fortuna molto rare. Altre patologie potrebbero essere quelle reumatiche, come l’ARTRITE REUMATOIDE; altre ancora, invece, si verifica il coinvolgimento delle radici nervose, come la RADICOLOPATIA CERVICALE; alcuni tipi di MAL DI TESTA (ad esempio la “cefalea Cervicogenica”); oppure, ancora, si può parlare di male al collo in seguito a COLPO DI FRUSTA o incidente.
  • CERVICALGIA ASPECIFICA: tutto il resto! Ovvero tutte quelle problematiche per le quali NON è possibile Individuare con Precisione la Causa, ma che prevedono, spesso, rigidità a livello delle spalle e un senso di fastidio intermittente o più costante localizzato al collo.

 

Per evitare fraintendimenti è utile distinguere tra “Causa” e “Fonte di dolore”:

  • la CAUSA è ciò che sta alla base della patologia di un paziente (ad esempio: ho subito un’incidente → si è verificata una frattura → la frattura è la CAUSA del mio dolore!);

  • per FONTE di dolore, invece, si intende tutte quelle strutture anatomiche che possono irritarsi, infiammarsi e provocare, appunto, dolore, ma non necessariamente sono esse stesse la causa.

 

Pertanto, capirete che, essendo talmente tante le possibili fonti di dolore, ad oggi, non è così semplice individuare con precisione ciò che in quel paziente non stà andando bene!

 

Quindi?  Cosa fare?

In questi casi, il compito del clinico (medico o fisioterapista specializzato), attraverso un’attenta valutazione iniziale, una volta escluse patologie potenzialmente gravi e disabilitanti, è di individuare l’approccio fisioterapico migliore che consenta al paziente di svolgere le sue attività quotidiane nel miglior modo possibile, riducendone il dolore, incoraggiandolo a non demoralizzarsi se dovesse verificarsi un nuovo episodio (è assolutamente normale! Il dolore potrebbe sì ripresentarsi, ma a distanza di tempo e con minor intensità), motivandolo e rassicurandolo, perché con ogni probabilità il suo collo non avrà nulla di grave! [1]

 

Chi potrebbe soffrire maggiormente di male al collo?

La fisioterapia può aiutarci!

L’ideale sarebbe di non ritardare troppo un consulto professionale perché se pur vero che generalmente un dolore al collo migliora in autonomia nei primi giorni, il rischio è che se non monitorato adeguatamente, il fastidio potrebbe cronicizzarsi, peggiorare e limitare il paziente nella vita quotidiana.

Il trattamento inizialmente sarà mirato alla riduzione del dolore e al ripristino di un corretto movimento di collo e spalle con l’obiettivo di rendere il paziente il più autonomo possibile nelle attività quotidiane [1].

Il fisioterapista specializzato nella cura del dolore al collo applicherà:

  • Tecniche di terapia manuale: rivolte al miglioramento del movimento del collo, che, spesso, o per il male o per la rigidità (o entrambi) potrebbe risultare limitato e compromesso; la terapia manuale deve essere applicata solo se lo specifico caso del paziente lo richieda e non come unico approccio, ma in combinazione ad altri interventi.
  • Esercizi terapeutici specifici: inizialmente focalizzati al recupero di quei muscoli che rischiano di essere deboli e scarsamente utilizzati (muscolatura profonda del tratto cervico-craniale e del cingolo scapolare), successivamente, invece, gli esercizi saranno improntati a migliorare l’autonomia del paziente a casa e durante le normali attività; possono prevedere l’uso di elastici, di pesi o di altri ausili utili a migliorare la coordinazione del movimento.
  • Terapie fisiche: se lo richiede lo specifico caso del paziente, possono essere integrate terapie strumentali (es ultrasuoni) per ridurre l’irritazione a carico di muscoli e articolazioni.
  • Massoterapia: spesso a conclusione della seduta, il massaggio fornisce una sensazione di benessere, consente di ridurre le tensioni e la rigidità a collo e spalle che si potrebbero verificare soprattutto quando il dolore persiste da diverso tempo, limitando molto il paziente nel quotidiano.

 

In conclusione, cosa fare se avvertiamo un dolore al collo?

1) se il dolore si è scatenato in maniera progressiva, magari in concomitanza di un periodo stressante (al lavoro o nel quotidiano), non è particolarmente intenso, rimane limitato solo nella regione della nuca senza spostarsi, non si associa a mal di testa o altri sintomi, non dobbiamo allarmarci! Nel caso non dovesse migliorare nell’arco di 1,2 settimane richiedere un consulto ad un professionista.

2) per questo motivo è importante fare un po’ di attenzione al tipo di dolore: se intenso, diffuso, associato con altri segni/sintomi un po’ strani o localizzato nella regione ANTERIORE del collo è meglio non tergiversare e aspettare che passi da solo, ma chiedere subito un aiuto ad un esperto.

3) salvo alcuni pochi casi isolati, il male al collo è gestibile e migliorabile, ma è bene sapere che a distanza di settimane o mesi potrebbe verificarsi di nuovo, l’importante è che sia tollerabile e che non limiti le attività quotidiane.


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Riferimenti/Bibliografia

  1. Hogg-Johnson Sheilah, Van der Velde Gabrielle, Bone and Joint Decade 2000-2010 Task Force on Neck Pain and Its Associated Disorders. Spine (Phila Pa 1976) 33 (4 Suppl), S39-51. 2008 Feb. DOI: 10.1097/BRS.0b013e31816454c8
  1. Bogduk Nikolai. The Anatomy and Pathophysiology of Neck Pain. Phys Med Rehabil Clin N Am, 22 (3), 367-82, vii, 2011Aug. DOI: 10.1016/j.pmr.2011.03.008
  1. Peng Baogan, Bogduk Nikolai. Cervical Discs as a Source of Neck Pain. An Analysis of the Evidence. Pain Med, 20 (3), 446-455. 2019 Mar. DOI: 10.1093/pm/pny249
  1. Yang Haiou, Haldeman Scott. Work-related Risk Factors for Neck Pain in the US Working Population. Spine (Phila Pa 1976), 40 (3), 184-92 2015 Feb. DOI: 10.1097/BRS.0000000000000700